Nel 2017 Roberta e Riccardo hanno rilevato una cartoleria–edicola con oltre 60 anni di storia. Un’attività radicata nel territorio, quasi un simbolo per il paese.
Quando si eredita un negozio così, la tentazione è restare fedeli a ciò che è sempre stato. Per rispetto della storia, certo, ma anche per paura di rompere un equilibrio costruito negli anni.
Il problema è che spesso quell’identità non è stata davvero scelta.
È semplicemente rimasta nel tempo.
In questo caso si trattava di un negozio “vendo un po’ di tutto”, tipico di un mercato di un’altra epoca. Una formula che anni fa poteva funzionare, ma che oggi rende il negozio difficile da comprendere, facilmente sostituibile e privo di un reale appeal.
All’inizio Roberta e Riccardo sono intervenuti sull’estetica, sistemando gli spazi per rendere l’ambiente più personale. Ma a livello strategico la struttura è rimasta la stessa.
Anzi, hanno aggiunto nuove categorie merceologiche.
Invece di selezionare, hanno ampliato.
Invece di stringere, hanno allargato.
Il negozio è diventato ancora più “di tutto un po’”, proprio perché privo di linee guida e di una direzione progettata.
Poi è accaduto qualcosa.
La svolta è arrivata quando hanno inserito una piccola sezione di vinili usati.
Un angolo che, all’apparenza, sembrava marginale.
Riccardo aveva alle spalle trent’anni di esperienza nel mondo musicale.
La competenza c’era. La passione ancora di più.
Insieme a Roberta credevano nel ritorno del vinile, nel valore del supporto fisico per questo genere di prodotti, nell’esperienza dell’ascolto.
Questa scelta è stata il seme del negozio dei loro sogni.
